DONA PER LA NATURA

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Pochi mesi fa presso la testa del fontanile Mortisia sono state deliberatamente danneggiate alcune recinzioni in legno. La funzione di questo tipo di arredo urbano consiste nel proteggere il sito in questione e promuovere sicurezza verso i cittadini, in particolare famiglie, perchè evita che soprattutto i bambini possano rischiare di cadere in acqua o scivolare.
Come accadde con il ramo caduto dentro il fontanile [1], anche in questo caso come biologo e come associazione onlus che collabora con l’amministrazione comunale (a titolo gratuito), ho illustrato e motivato la proposta di chiedere alle imprese di manutenzione del verde di non tagliare l’erba e gli arbusti che sono cresciuti sugli argini del fontanile, in particolare proprio nella zona di rottura delle recinzioni. L’ufficio Ecologia infatti deve prima di tutto favorire e tutelare la natura in termini di biodiversità e ambiente e al contempo predisporre misure atte a raggiungere il miglior compromesso tra natura (in primis) e cittadini.


Il non tagliare l’erba proprio in quei punti (ma l’ideale sarebbe di lasciarla crescere anche lungo tutta la testa) ha una triplice funzione:
1 – preserva la tenuta degli argini,
2 – protegge la fauna fornendo cibo e riparo,
3 – assume temporaneamente, in attesa di manutenzione delle recinzioni, il compito di proteggere e rendere più sicuro il percorso ai cittadini evitando un eccessivo avvicinamento delle persone alle sponde.


Dato che queste zone umide sono di particolare interesse naturalistico, l’ufficio ecologia insieme al sottoscritto promuovono l’utilizzo di metodi ecologici al fine di tutelare questo patrimonio sia in termini faunistici che floristici e ambientali.
Quasi sempre infatti la visione da “giardino” di queste zone naturalistiche che alcuni cittadini – a torto o per ignoranza in buona fede – possono avere, comporta una perdita di biodiversità e la successiva morte dell’ambiente stesso. In questo caso allora è bene che queste persone sfoghino il loro estro (non certo creativo) all’interno dei propri giardini privati. La gestione ambientale deve essere fatta sempre con le giuste conoscenze, senza guardare all’estetica (salvo in caso di parchi urbani come Spina Azzurra) ma le scelte devono essere fatte tenendo conto del contensto e della conservazione naturalistica che comportanto.

26/04/10 Buccinasco (MI)

Buccinasco (MI) – Lunedì sera 26 aprile 2010 lungo una via che costeggia un’area verde privata con un laghetto al suo interno, ho incontrato sul marciapiede, a ridosso della strada due piccolissimi cuccioli di Silvilago (Sylvilagus floridanus) che si erano avventurati troppo oltre la rete passandoci addirittura attraverso. I due lagomorfi non sembravano nemmeno spaventati ma non sapevano del gravissimo pericolo che stavano correndo. Fortunatamente ero l’unico che a quell’ora (erano circa le 23.00) stava passando di li e così mi fermai e cercai di indirizzare queste due splendide creature al di là della rete, da dove erano arrivati. Chiamai anche una mia collega e mentre un cucciolo dopo pochi tentativi riuscì a tornare a casa, per convincere il secondo  abbiamo impiegato circa 2 ore e diversi tentativi ma continuava a tornare verso di noi. Dopo aver insistito altre volte senza alcun risultato e per evitare che potesse morire per mano dell’uomo (strada) lo abbiamo preso e gli abbiamo fatto passare la notte e alcune ore del giorno in casa. E’ stato riposto in un luogo con del fieno, dell’acqua in una ciotola e dell’insalata ed erba di prato, quella che stava mangiando lui poche ore prima. La sera successiva l’ abbiamo liberato nel posto in cui si trovava, un po’ più lontano dalla rete ma almeno sempre nel suo ambiente. Anche questa volta MIFA ha salvato la vita ad alcuni animali selvatici.
S.V.