DONA PER LA NATURA

A chiunque, soprattutto negli ultimi anni, sarà capitato di osservare anche vicino a casa un uccello di medie dimensioni, dai colori che possono apparire spenti e con un canto non del tutto eccezionale. Stiamo parlando del Corvus coronae cornix ovvero della Cornacchia Grigia.
Molti di noi non hanno mai prestato attenzione verso questo passeriforme, vuoi per la sua apparenza non così leggiadra e vistosa come può essere quella di una cinciallegra, vuoi anche per la sua reputazione.
Nonostante sia considerato specie invasiva, tanto da essere stato soggetto a controllo demografico, questo corvide presenta delle caratteristiche e peculiarità molto interessanti.
La cornacchia grigia è un uccello passeriforme (quindi “parente” del pettirosso, dei passeri, dei merli e di altri uccelli canori) appartenente alla famiglia dei Corvidi e al genere Corvus. È diffusa in tutta l’Europa centro-meridionale, in Asia e in Africa settentrionale.


Secondo alcuni zoologi, la cornacchia grigia è una sottospecie della cornacchia nera (Corvus coronae) mentre secondo altri autori è una specie a sé stante (Corvus cornix).
In entrambi i casi, le caratteristiche morfologiche, anatomiche e comportamentali sono pressoché simili.
Il piumaggio si presenta nero, con riflessi azzurri e porpora, sul capo e sul collo mentre il resto del corpo è grigio con sfumature nere sul petto, sulle ali e sulla coda. Anche in questo caso si possono notare gli stessi riflessi del capo.
In primavera il maschio e la femmina si adoperano per costruire il loro nido che viene però rinnovato ogni anno. I nidi precedenti così abbandonati possono fungere da riparo per altri uccelli come falchi e gufi. Solitamente il loro nido è situato sulla parte alta degli alberi, preferibilmente di conifere, pioppi, platani.
Durante l’inverno, in cui gli alberi perdono le foglie, è facile osservare l’intrico di rametti che forma la coppa del nido. La femmina depone in media 5 uova blu–verdastre con macchie più scure e si occupa della cova con pazienza e costanza mentre il maschio le porta il cibo.
I pulcini vengono alla luce dopo 3 settimane circa e lasceranno per la prima volta il nido intorno al 32° giorno di vita.
Le cornacchie sono una specie monogama, vale a dire che le coppie rimangono insieme per tutta la vita. Sono considerati uccelli generalmente solitari ma si possono riunire in gruppi laddove le fonti di cibo abbondano.
Le cornacchie presentano un’alimentazione onnivora, si nutrono cioè sia di sostanze animali (insetti, piccoli uccelli e roditori, lucertole, rane e pesci, carcasse di altri animali) che vegetali (cereali, leguminose e altre piante sia selvatiche che coltivate). Nel primo caso contribuiscono anche al controllo numerico di insetti e piccoli roditori mentre i danni arrecati all’agricoltura, secondo studi ornitologici, avvengono solo in determinati contesti e generalmente sono limitati a zone specifiche.
A Buccinasco la cornacchia grigia la possiamo trovare un po’ ovunque soprattutto nelle campagne del Parco Agricolo Sud Milano e in ambito urbano soprattutto dove vi sono parchi e giardini. Questi ambienti sono infatti quelli prediletti dai corvi in quanto costituiti da paesaggi coltivati e alberature non troppo fitte. Non sono amati invece i boschi. Ma cosa spinge molti uccelli a vivere nelle città? Le ragioni principali sono date dalla sicurezza che la città offre a questi animali in quanto nei centri abitati è vietato sparare, dalla temperatura che è notevolmente più alta che in campagna a causa delle attività antropiche e dalla disponibilità di cibo che la città stessa offre come ad esempio i rifiuti prodotti dal nostro stile di vita.
Nonostante l’apparenza, la voce gracchiante e le credenze – che, nell’antichità, indicavano la cornacchia come cattivo presagio o compagna di streghe – possano indurre molti di noi a non considerare abbastanza questo uccello, in realtà la sua spiccata intelligenza, la complessa struttura sociale e l’adattabilità all’ambiente umano lo rendono un formidabile opportunista e queste sono alcune delle ragioni del suo successo.
Secondo studi recenti, la consistenza numerica della popolazione di cornacchia grigia non giustifica interventi di conservazione della specie. Le azioni di contenimento attuate per prevenire alcuni danni agricoli sono risultate non facili e con risultati modesti.
E’ importante non fermarsi mai alle apparenze, la natura esprime il suo fascino in molti modi e ogni volta che incontriamo questi uccelli, osserviamoli e rispettiamoli per quello che sono realmente ovvero abitanti come noi di questo unico e meraviglioso pianeta. In fondo, anche il loro gracchiare fa parte dei suoni e colori del nostro ambiente contribuendo oltremodo nella salvaguardia della biodiversità e nell’equilibrio dell’ecosistema.