DONA PER LA NATURA

Il Coypu (Myocastor coypus), soprannominato Nutria e comunemente chiamato “castorino” è difatti un castoro sudamericano in quanto è una specie originaria di Brasile, Argentina, Perù e altre zone del Sud America. Appartiene all’ordine dei Roditori e più precisamente alla famiglia monofiletica Myocastoridae. E’ di fondamentale importanza non confondere la Nutria con topi o ratti in quanto sono specie completamente diverse sotto gli aspetti biologici, etologici e morfo-funzionali.

Fu importata in Italia per la produzione di pelliccia (il “famoso” castorino) ma siccome intorno agli anni Ottanta la richiesta di queste pellicce diminuì sempre più, quasi tutte le aziende furono costrette alla chiusura e, onde evitare i costi di abbattimento di questi poveri animali, molti individui furono liberati e così colonizzarono diversi ambienti naturali.

La Nutria è un mammifero roditore dalle dimensioni modeste. Gli esemplari adulti possono raggiungere mediamente i 60 cm di lunghezza, coda esclusa, e un peso di circa 10 chili. Presenta una lunga coda cilindrica, rivestita con pochissimi peli, che usa come timone, ed è lunga tanto quanto l’intero corpo. Il colore del mantello è generalmente bruno scuro ma non è raro osservare esemplari grigi o con varie tonalità di marrone. Possiede orecchie piccole, lunghi e numerosi baffi bianchi o argentei. La dentatura consiste di 8 molari e 2 incisivi per arcata. Questi ultimi in particolare sono molto forti e rivestiti da uno smalto dal tipico colore arancione.

Le zampe sono pentadattili e quelle posteriori sono palmate, con il quinto dito libero, in quanto la Nutria è un animale prevalentemente acquatico. A riprova di ciò infatti le femmine presentano le mammelle in posizione latero-dorsale e questo è dato dal fatto che la prole viene allevata in acqua. Altre caratteristiche che fanno della Nutria un animale fortemente semiacquatico sono l’ottima abilità nel nuoto e la posizione degli organi di senso (vista, udito e olfatto) sullo stesso piano.

Sotto l’aspetto ecologico la Nutria, in base alle ricerche effettuate e alle mie osservazioni personali, non crea preoccupazioni per quanto riguarda l’interazione con le altre specie autoctone e che condividono lo stesso habitat.

La dieta della Nutria è prettamente vegetariana e si basa su piante acquatiche, varie erbe, radici, tuberi e frutti. Generalmente tendono a nutrirsi della vegetazione presente in prossimità degli argini dei corsi d’acqua. Nel nostro territorio ad esempio è facile incontrare questo roditore in diverse rogge del Parco Agricolo Sud Milano e in alcuni fontanili di parchi urbani. Molte famiglie rimangono incuriosite da questo simpatico animale che rallegra con la sua presenza e i suoi simpatici comportamenti le passeggiate di anziani e bambini.

Diamo ora uno sguardo alla sua etologia. Nonostante sia un animale prevalentemente crepuscolare non è raro trovarlo in pieno giorno nuotare nei corsi d’acqua o vicino a qualche campo per cibarsi di erbe e radici. Possiede un udito e un olfatto eccellenti ma una vista debole e ciò lo rende molto diffidente e timoroso. L’unica sua difesa è la fuga verso l’acqua dove è a suo agio e al riparo dai pericoli.

Di indole molto docile, non è assolutamente aggressivo tanto che in America è anche considerato come animale da compagnia.

Le femmine sono fertili durante tutto l’anno e possono avere 2.7 gravidanze l’anno in quanto la gestazione ha una durata di circa 130 giorni e i cuccioli vengono svezzati a 3-4 settimane dalla nascita. Il numero di cuccioli per gravidanza varia mediamente da 2 a 6. Le Nutrie sono in grado di autoregolarsi infatti se le risorse territoriali o alimentari sono scarse, le cucciolate diminuiscono drasticamente di numero.

Le Nutrie, in particolare i cuccioli, sono prede di diversi animali tra cui lupi, faine, volpi, vari mustelidi, gatti selvatici, cani randagi, uccelli rapaci diurni e notturni e anche di ciconiformi. Anche pesci come lucci e siluri sono una seria minaccia per questo animale.

La società delle Nutrie presenta inoltre una competizione territoriale molto forte, femmine e maschi cercano di difendere il proprio territorio scacciando gli intrusi anche se sono parte di uno stesso gruppo. Altri fattori che risultano pericolosi per la Nutria sono il freddo invernale (letale per i cuccioli e per i maschi erranti) e l’uomo sia direttamente che indirettamente.

Analisi effettuate presso gli Istituti Zooprofilattici su carcasse di Nutria hanno evidenziato una bassissima frequenza di positività a forme di Leptospire o tutto al più paragonabile a quella normalmente riscontrabile in altri animali selvatici presenti nei medesimi territori.

La Nutria non è un animale autoctono ma è stata in grado di adattarsi molto bene al nostro ecosistema. Essendo un animale ha tutti i diritti di vivere e i disagi che può causare in alcune situazioni sono decisamente minori in confronto a quelli che fa l’uomo quotidianamente nei riguardi della Natura.

Oggi, in base alla Legge 157/92 sul prelievo venatorio, qualunque nucleo di animali che sia insediato stabilmente in un territorio è da ritenersi selvatico e quindi sottoposto a tale legge; il Myocastor coypus non compare tra le specie cacciabili.