DONA PER LA NATURA

La lucertola comune o muraiola (Lacerta podarcis) è un piccolo sauro lungo all’incirca 20 centimetri con un corpo slanciato, appiattito e una colorazione marrone – brunastra. Quest’ultima però varia a seconda dell’età e della stagione. Nell’epoca degli amori infatti gli adulti acquistano una colorazione molto vivace.

Questo sauro lo possiamo trovare nelle fessure, su blocchi di cemento o anche sulle cortecce degli alberi. Come tutti i rettili la lucertola è un animale a sangue freddo e necessita pertanto di termoregolarsi al sole, difatti passa tantissimo tempo standosene sdraiata su queste superfici. Durante la stagione invernale l’animale trascorre il letargo in un rifugio lontano dal gelo. Nonostante ciò, in pieno inverno è possibile osservare qualche esemplare all’aperto in occasione di giornate molto calde e se la temperatura al suolo è sufficientemente elevata.

La lucertola si nutre prevalentemente di insetti e larve, come ad esempio larve di zanzare, ma anche di vermi, molluschi e aracnidi, quindi riveste un ruolo molto utile nel mantenimento dell’ecosistema.

Le lucertole sono abili saltatrici difatti dopo aver raggiunto una temperatura ottimale di circa 30 – 33°C –  grazie ai raggi del sole – e acquistato una certa agilità, sono in grado di compiere balzi per catturare una piccola preda. Tra i predatori della lucertola si annoverano gli uccelli rapaci, i piccoli mammiferi carnivori e i serpenti. Un metodo per fuggire dai suoi predatori consiste nel distaccamento della coda. Tale capacità non comporta dolore per l’animale e inoltre la lucertola è in grado di rigenerare la propria coda nell’arco di alcune settimane.

Le lucertole, come altri sauri, si riproducono tramite uova che depongono in cavità, anfratti nel terreno o gallerie scavate da esse stesse. I piccoli sono lunghi circa 6 centimetri e sono provvisti di dente dell’uovo, utilizzato per rompere il guscio. Una volta venuti al mondo sono già pronti per cercare le loro prede preferite. Le dimensioni maggiori vengono raggiunte a 4 o 5 anni di età.

Un altro sauro che è possibile incontrare soprattutto nelle nostre campagne del Parco Agricolo Sud Milano è il ramarro (Lacerta virdis). Appartenente anch’esso alla stessa famiglia della lucertola muraiola (Lacertidae) questo rettile è più grosso e robusto e presenta una colorazione giallo – verde caratteristica della sua specie.

Di indole solitaria e prettamente diurno, trascorre la notte entro tane abbandonate di roditori o scavando delle gallerie. Come la lucertola muraiola, anche il ramarro si nutrie di insetti, larve, miriapodi, molluschi e altri rettili. Anch’egli è predato da altri animali come uccelli rapaci, serpenti e piccoli mammiferi carnivori.

I ramarri in special modo sono da considerarsi rettili molti utili all’uomo perché si cibano di insetti, ma anche di piccoli vertebrati, il cui numero eccessivo potrebbe danneggiare le coltivazioni.

Nonostante l’apparenza che li fa assomigliare a piccoli dinosauri, esistono diverse leggende che hanno come protagonisti questi nostri due rettili. La lucertola ricopre un ruolo di tutto rispetto nella cristianità. Durante la Passione di Gesù si narra che delle lucertole alleviarono il dolore di Cristo bagnandogli le ferite con la loro saliva e togliendogli le spine nel capo.

La leggenda più famosa sulla lucertola è però quella che la vede protagonista del salvataggio della Sacra Famiglia dagli inseguitori di Erode. Come ringraziamento la Madonna pose sulla lingua della provvidenziale lucertola le chiavi del Paradiso, liberandola da ogni maleficio.

Proverbiale invece è l’ostilità del ramarro nei confronti della vipera e dei serpenti in genere. In tutta Italia si crede che questo rettile, in presenza di serpenti velenosi, avvisi le persone minacciate con un fischio sibilante. Da qui il detto “Il ramarro tienilo alla tua destra – cioè vicino – perché ti fischia nell’orecchio“.

Un’altra credenza sul ramarro vuole che il suo canto annunci sempre la pioggia. Il motivo è spiegato dalla leggenda della Madonna e del ramarro. In essa si narra della Vergine Maria ferita ed assetata, con Gesù Bambino in braccio, durante la fuga in Egitto. Stanca e sconsolata, in mezzo alla sabbia e alle pietre del deserto, la Madonna implorò il cielo di trovare un poco d’acqua per ristorarsi, lavarsi e medicare la ferita.

A quel punto comparve un ramarro, che con il suo fischio condusse la Madonna in una limpida fonte d’acqua. Ristoratasi, ella benedì il rettile e gli promise che da quel giorno in poi, il suo canto, avrebbe sempre annunciato la pioggia.

Sia la lucertola muraiola che il ramarro sono rettili protetti dalla Convenzione di Berna.