DONA PER LA NATURA

Passeggiando in bicicletta per le campagne del Parco Agricolo Sud Milano, volgendo lo sguardo sui fili o sugli alberi, è possibile scorgere la presenza di un uccello molto particolare. A prima vista potrebbe sembrare un comune passero ma un occhio allenato e attento noterebbe che la colorazione delle piume è particolare.
Si tratta dell’Averla piccola (Lanius collurio), un passeriforme appartenente alla famiglia Laniidae e al genere Lanius.
E’ l’unica Averla europea con il dorso castano, senza bianco sulle ali. Presenta un caratteristico becco robusto e uncinato che ricorda quello di un rapace.
Gli individui di questa specie sono lunghi circa 18 cm e dimostrano un dimorfismo sessuale (caratteristiche esterne differenti tra il maschio e la femmina). Mentre il maschio presenta la testa grigia con una fascia nera all’altezza degli occhi, il dorso castano e il ventre molto chiaro, la femmina e i giovani hanno una colorazione meno contrastata, tendente al bruno-rossastro.
Il volo è ondulato per brevi tratti ma abbastanza rettilineo su lunghi percorsi.
Una caratteristica abituale di questo passeriforme è quella di posarsi sulla sommità di cespugli, alberi, pali e sui fili per ispezionare attentamente il territorio circostante.

FIG. 1 – esemplare maschio di Averla piccola

Essendo di indole fiera e solitaria, l’Averla piccola predilige come areale le campagne cespugliose, incolte, i margini dei boschi, i frutteti e le zone montane sassose e ricche di cespugli sparsi.
Il cibo è costituito prevalentemente da invertebrati (insetti) ma anche da piccoli nidiacei, arvicole, piccoli rettili (lucertole), anfibi (rane), lombrichi e ragni ma non disdegna resti in decomposizione.
Le prede vengono catturate secondo diverse modalità: calando rapidamente sugli scarafaggi e altri invertebrati che si trovano sul terreno, oppure inseguendo gli insetti in volo. Spesso infilza le sue prede sulle spine e queste costituiranno la sua riserva di cibo per le stagioni più difficili.
La stagione riproduttiva si apre con l’arrivo primaverile dei maschi, che scelgono il loro territorio in attesa delle femmine, per le quali si esibiscono in vere e proprie danze nuziali, accompagnate da offerte di cibo.
Durante l’estate, lungo la vegetazione delle rogge presenti tra Buccinasco Castello e Gudo Gambaredo, ho avuto modo di osservare proprio questo rituale di corteggiamento ed è stata un’esperienza davvero entusiasmante. Tale avvistamento rappresenta un dato molto importante in quanto indica che nel nostro Comune l’Averla piccola risulta essere una specie nidificante.
Nidifica dalla fine di maggio a giugno in un nido fatto di steli, erbe, muschi e imbottito internamente di materiale più fine, il tutto ubicato a poca altezza dal suolo preferibilmente in cespugli fitti e spesso spinosi (come rovi e biancospini).
La femmina depone 5-6 uova molto variabili, giallastre, crema, verdastre e punteggiate di scuro di solito all’estremità più ottusa. Queste vengono covate dalla femmina per 14-15 giorni e i piccoli nati rimarranno nel nido per circa 2 settimane e dipenderanno dai genitori per almeno un mese.
L’Averla è una specie migratrice e sverna nell’Africa orientale e meridionale. Risulta essere anche nidificante in luoghi adatti di pianura, collina e montagna (fono a 1800 metri) del nostro Paese.
La specie e’ protetta dalla Convenzione di Berna (allegato 2) ed è inclusa nell’allegato I della direttiva “Uccelli” 79/409/CEE.
Tutte le averle sono in forte rarefazione essendo animali legati agli ambienti di siepe in forte contrazione e dei predatori in cima alla catena alimentare, quindi soggetti più di altri uccelli alla pressione legata all’uso di prodotti insetticidi. Questi ultimi infatti costituiscono una delle cause principali del loro declino, soprattutto in ambiente di pianura. Il taglio delle siepi e la diminuzione dei terreni incolti comporta un drastico calo della disponibilità di prede per questi esemplari.

FIG. 2 – maschio e femmina di Averla piccola

L’Averla piccola, essendo un uccello insettivoro e carnivoro e quindi un predatore, ricopre un ruolo fondamentale per la salvaguardia dell’ecosistema. Questo uccello infatti aiuta a mantenere costante il numero di prede presenti in un determinato habitat. La sua presenza oltre ad essere un indicatore di biodiversità risulta essere importante per mantenere in equilibrio diverse popolazioni di animali.

Samuele Venturini