DONA PER LA NATURA

Inquadramento territoriale

La pozza di Buccinasco Castello è situata a fianco della pista ciclabile che collega la Località Biccinasco Castello, in Comune di Buccinasco, al Cimitero Comunale. La presenza della Tangenziale Ovest-Milano ha comportato la realizzazione di apposito sottopasso, sotto il quale si sviluppa la maggior parte dello specchio d’acqua.

Conformazione della pozza

Con forma allungata, la pozza è lunga 76 m per una larghezza media di 3,9 m +/- 0,6. Le sponde risultano per il 65% artificiali a causa della presenza dell’adiacente pista ciclabile e della struttura del sottopasso, entrambe interamente in calcestruzzo. Il rimanente 35% di sponde risulta naturale, ricoperta di manto erboso e dolcemente degradante.

Il fondale è costituito in prevalenza da massi, misto a ciottoli e ghiaia, mentre lungo le sponde sono presenti porzioni fangose di natura sedimentaria, l’ombreggiatura è elevata, soprattutto a causa della presenza del ponte, il quale si sviluppa per 32 m sui 76 totali di superficie. La disponibilità di rifugi è nulla nella zona in ombra, mentre le due aree esposte presentano differenti costituzioni vegetazionali, con abbondanza di specie erbacee igrofile lungo il lato verso Località Buccinasco Castello e prevalenza di alghe filamentose lungo il lato verso il cimitero. L’apporto idrico è garantito da due pompe elettriche poste agli estremi opposti della pozza e la temperatura media dell’acqua risulta di 18,1 °C +/- 1,7, con un massimo di 22,4 °C nelle zone di acqua ferma e un minimo 16,6 °C nelle zone ombreggiate del sottopasso. La temperatura alle bocche di fontana è di 18,1 °C. La trasparenza dell’acqua è elevatissima. La profondità media della pozza è 20 cm, risultando estremamente omogenea nella conformazione del fondale; picchi di 50 cm si verificano nei periodi di innalzamento della falda freatica, comunque a diretto contatto con il fondale.

Conformazione aree circostanti

La porzione di pozza posta verso il cimitero comunale è circondata da un piccolo parco pubblico, con prevalenza di prato e la presenza di una breve fascia boscata, larga circa 5 metri e costituita prevalentemente da essenze alloctone (Robinia pseudoacacia e Platanus hybrida). Mentre la porzione posta verso Località Buccinasco Castello presenta invece su entrambe le sponde una breve fascia boscata larga da 1 a 3 m, con la dominanza di Robinia pseudoacacia e la presenza di alcuni Tigli (Tilia cordata). A sud della ciclabile è presente un prato stabile, mentre nella parte a nord si sviluppa un’area incolta, con la presenza di alcune macerie.

Indagini faunistiche

Le attività di osservazione diurna hanno portato al ritrovamento di una popolazione ben strutturata di Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e di Tritone punteggiato (Lissotriton [Triturus] vulgaris meridionalis); la presenza di diverse larve, rappresenta indice di utilizzo dell’area quale sito riproduttivo. Il rinvenimento di queste due specie di anfibi, impone per la pozza di Buccinasco Castello la denominazione di zona di elevato pregio ambientale, in quanto, nella fattispecie, il Tritone crestato italiano risulta specie animale inserita nell’allegato II della direttiva comunitaria 92/43 CEE che classifica tale anfibio quale “specie animale di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”. Inoltre la Delibera della Giunta Regionale n° 7/4345 del 20 Aprile 2001 assegna ad entrambe le specie il livello di priorità 10, imponendo le strategie di conservazione A, B, C, D, ossia:

A . Intervento diretto sulla zoocenosi;

B . Intervento diretto sull’habitat;

C . Attività di monitoraggio;

D. Azione sulla componente sociale.

La stessa normativa impone altresì le tipologie di intervento A5, Ba1, Ba6, Bc2, Bc4, Bd3, C1, C7, C9, C10, D2, D3, ossia:

A5 . Controllo dell’impatto predatorio e/o degli organismi ospiti o simbionti;

Ba1 . Miglioramento della qualità delle acque;

Ba6 . Conservazione e manutenzione di pozze;

Bc2 . Ripristino e ricostituzione di zone umide (estese anche per alcuni ettari), anche all’interno di aree agricole produttive;

Bc4 . Utilizzo controllato di erbicidi e pesticidi ed incremento dell’agricoltura biologica;

Bd3 . Allestimento di strutture che consentano il superamento di barriere artificiali (autostrade ferrovie, dighe, briglie, ecc.);

C1 . Monitoraggio dello status delle popolazioni (consistenza, struttura, patologia …);

C7 . Monitoraggio dei predatori;

C9 . Monitoraggio dell’habitat (alterazioni fisiche e/o inquinamento; modifiche della struttura degli habitat terrestri, con particolare riferimento alla ricettività per gli invertebrati);

C10 . monitoraggio della qualità chimica e biologica delle acque, anche in riferimento alla ricettività per gli invertebrati;

D2 . Educazione ambientale e divulgazione in ambito locale;

D3 . Educazione ambientale e divulgazione a largo raggio.

Infine, entrambe le specie vengono rigorosamente tutelate dalla Legge Regionale n° 33 del 27 Luglio 1977 ”Provvedimenti in materia di tutela ambientale ed ecologica”, seppur in fase di abrogazione; mentre Triturus carnifex è inserito in Allegato II della Convenzione di Berna, quale “Specie di fauna rigorosamente protetta”. Durante le attività di osservazione è stata anche segnalata la presenza di Rana verde (Rana K. Esculenta) e di un esemplare di Testuggine palustre dalle orecchie rosse (Trachemys scripta) di origine alloctona. La componente macrobentonica risulta ben strutturata, rappresentata principalmente da specie di acque lentiche.

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento